N S O E
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù · Roma

Atlante delle
Meraviglie

Un viaggio alla (ri)scoperta del nostro Mondo
Ideato e condotto da
Riccardo Marini
Artista · Docente · Esperto di innovazione sociale

In collaborazione con
Sezione ospedaliera IC Virgilio di Roma
presso OPBG — Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Ottobre 2025 — Maggio 2026
Con il sostegno di
IL SORRISO DI TOMMASO ODV
2025 — 2026
Capitolo I

Il Progetto

Sedici incontri. Tanta immaginazione. Una macchina che ascolta.

La degenza ospedaliera non è solo una sfida fisica — è un'esperienza di isolamento che può contrarre l'orizzonte emotivo e immaginativo dei bambini. "Atlante delle Meraviglie" nasce come risposta diretta a questa sfida.

Non è un semplice passatempo, ma un percorso di terapia creativa progettato per trasformare la stanza di un ospedale nel ponte di comando di un'astronave, nel laboratorio di uno scienziato, nell'atelier di un artista. I bambini sono passati da pazienti a protagonisti attivi: esploratori, poeti, inventori e architetti di mondi possibili.

L'intelligenza artificiale è stata lo strumento — mai il fine. Un amplificatore di fantasia che dava forma, colore e suono ai loro sogni. Riccardo Marini faceva da traduttore tra la fantasia dei bambini e il linguaggio della macchina: i bambini descrivevano, sognavano, decidevano. La macchina ascoltava.

Il lavoro si basa su un approccio maieutico, dove il ruolo del conduttore non è quello di insegnare, ma di facilitare la scoperta. Non c'è mai stata un'interazione diretta e non supervisionata con la tecnologia: il docente stesso ha fatto da "traduttore" tra la fantasia dei bambini e il linguaggio della macchina, garantendo un'esperienza protetta e magicamente fluida.

Questo progetto è l'ideale prosecuzione di EMusic per la Scuola in Ospedale, che aveva già dimostrato l'efficacia di un approccio multidisciplinare tra scienza e arte.

Modulo 1 · Eroi della Terra

Ogni bambino crea il proprio alter-ego fantastico con nome, colore, animale guida e superpotere legato alla natura.

Modulo 2 · Le Parole dell'Acqua

Poesie e miti sul ciclo dell'acqua: calligrammi visivi, immagini astratte ed emotive, fumetti digitali.

Modulo 3 · Isole Possibili

Ogni bambino immagina un'isola con regole ecologiche proprie, creature inventate e invenzioni ecosostenibili.

Modulo 4 · Il Bestiario

Nuovi animali fantastici con abitudini e ruoli ecologici unici, illustrati e descritti come in un'enciclopedia.

Modulo 5 · Sinfonie Naturali

Ogni mondo, personaggio ed emozione diventa una melodia originale generata dall'AI.

Evento finale · Il Grande Vernissage

Mostra digitale collettiva. Ogni bambino presenta il proprio contributo all'Atlante.

Conduttore Riccardo Marini — artista, docente, esperto di innovazione sociale
Sede Sezione ospedaliera IC Virgilio di Roma · OPBG, Roma
Destinatari Bambini e ragazzi degenti · scuola primaria e secondaria di I grado
Periodo Ottobre 2025 – Maggio 2026 · 16 incontri bisettimanali di 2 ore
Con il sostegno di Il Sorriso di Tommaso ODV · Presidente Alessandra
Capitolo II

Il Bestiario delle Meraviglie

Creature nate dall'immaginazione dei bambini, rese visibili dall'intelligenza artificiale.

IL VASTATORE — disegno originale a mano
✏️ IL VASTATORE — disegno originale a mano
La Tigre dell'Atlante
La Tigre dell'Atlante
Rubino il Drago
Rubino il Drago
Cicciopanda Supereroe
Cicciopanda Supereroe
Il Signor Cavallo
Il Signor Cavallo
Giraffa per le Strade
Giraffa per le Strade
La Banda dell'Estate
La Banda dell'Estate
Tirannosauro Armato
Tirannosauro Armato
Tartaruga Infuocata
Tartaruga Infuocata
La Grande Battaglia
La Grande Battaglia
Mastrac il Valoroso
Mastrac il Valoroso
Il Guardiano del Lago
Il Guardiano del Lago
Il Rinoceronte Indistruttibile
Il Rinoceronte Indistruttibile
La Gatta Amazzone
La Gatta Amazzone
Il Saggio dallo Sguardo Tagliente
Il Saggio
Capitolo III

Suoni dall'Atlante

Sei canzoni originali create durante i laboratori.

🎧 I brani originali sono ascoltabili sul sito web interattivo del progetto. In questo documento sono elencati i titoli e le categorie sonore assegnate dai bambini durante i laboratori.
Capitolo IV

Storie ai Confini del Mondo

Sei racconti scritti e immaginati durante i laboratori.

Racconto I

Il Tesoro dell'Amicizia in Fondo al Mare

Dino il Delfino · Otto il Polpo · Camilla il Cavalluccio Marino
Illustrazione: Dino, Otto e Camilla

C'era una volta, nel blu profondo e scintillante dell'oceano, una bellissima barriera corallina piena di colori. Lì vivevano tre amici inseparabili, molto diversi tra loro ma sempre pronti a giocare insieme.

Il primo era Dino il Delfino. Dino era velocissimo, faceva salti altissimi fuori dall'acqua e amava fare Splash! con la sua grande coda.

Il secondo era Otto il Polpo. Otto era un tipo molto buffo: aveva ben otto braccia (chiamate tentacoli) ed era super intelligente. Riusciva persino a cambiare colore quando era felice!

La terza era Camilla il Cavalluccio Marino. Camilla era piccolissima, gialla e luminosa. Non nuotava veloce come Dino, ma era molto attenta e aveva una codina speciale con cui si aggrappava dolcemente alle alghe per non farsi trasportare dalla corrente.

Un giorno, mentre i tre amici giocavano a nascondino, sentirono una vocina provenire da una roccia. «Aiuto! Aiutoooo!»

Si avvicinarono e videro una piccola stella marina che era scivolata dentro una grotta strettissima e buia. Non riusciva più a uscire!

«Non preoccuparti, piccola stella! Ti salviamo noi!» disse Dino il Delfino, gonfiando il petto. Prese la rincorsa e provò a infilare il suo lungo muso nella grotta. Ma ahi! La grotta era troppo stretta e lui era troppo grande. Non riusciva a passare.

«Lascia fare a me!» disse Otto il Polpo. «Ho le braccia lunghe!» Otto allungò uno dei suoi morbidi tentacoli dentro la grotta. Ma dentro era buio pesto! Otto tastava di qua e di là, ma non riusciva a trovare la stella marina. «Non vedo nulla, è troppo buio!» disse Otto, un po' triste.

I due grandi amici si guardarono sconsolati. Come potevano fare?

A quel punto, si fece avanti la piccola Camilla. «Aspettate, amici!» disse il cavalluccio marino. «Dino è troppo grande. Otto non riesce a vedere al buio. Ma io... io sono piccolissima! Posso entrare nella grotta. Però non sono abbastanza forte per tirare fuori la stella marina da sola. Dobbiamo fare squadra!»

Dino e Otto sorrisero. «Che bella idea, Camilla! Dicci cosa fare!»

Il piano di Camilla era perfetto. Camilla nuotò coraggiosamente nella stretta grotta. Grazie ai suoi grandi occhi abituati a guardare tra le alghe, vide subito la stella marina. «L'ho trovata!» gridò Camilla da dentro. «Otto, allunga il tuo tentacolo! Ti guido io!»

Otto infilò di nuovo il tentacolo. «Un po' più a destra, Otto... Ora più in basso... Stop! Ci sei!» lo guidò la piccola Camilla. Otto avvolse delicatamente la stella marina.

Nel frattempo, Dino il Delfino usò la sua coda per spostare la sabbia fuori dalla grotta, creando una piccola corrente d'acqua pulita che aiutò Otto a scivolare fuori più facilmente. Hop! In un attimo, la stella marina era di nuovo fuori, salva e felice.

«Grazie, grazie, grazie!» disse la stellina, abbracciando i tre amici uno per uno.

Dino, Otto e Camilla fecero un girotondo di gioia. Quel giorno avevano imparato una lezione bellissima: non importa se sei grande e veloce, se hai tante braccia o se sei piccolino. Ognuno di noi ha un talento speciale e, quando uniamo le nostre forze e lavoriamo insieme, possiamo risolvere qualsiasi problema!

Da quel giorno, i tre amici diventarono la squadra di soccorso più famosa di tutto l'oceano. Fine.

Racconto II

L'Alleanza della Fonte di Cristallo

Corazon · Mastrac · Helia · Generale Ruggine

Nella rigogliosa Valle Smeralda, il Grande Fiume, fonte di vita per ogni creatura, aveva smesso improvvisamente di scorrere. Il letto del fiume era ormai una strada di fango secco e i pesci boccheggiavano nelle poche pozze rimaste.

Corazon, un pastore tedesco dal pelo lucido e dall'intelligenza quasi umana, arrivò per primo sulla riva. Le sue orecchie scattarono in avanti: il suo super udito captò un ronzio meccanico lontano chilometri, proveniente dall'interno della Montagna della Nebbia. Arricciò il naso: il suo super olfatto non sentiva l'odore della pioggia, ma quello acre di olio motore e ruggine. «Qualcuno ha bloccato la sorgente,» abbaiò Corazon, sebbene nessuno fosse lì per capirlo.

«Hai ragione, amico peloso!» esclamò una voce dall'alto. Con un'agilità impressionante, Mastrac atterrò accanto a lui. La scimmia indossava un'armatura leggera e portava sulla schiena una spada che crepitava di energia statica. «Sono Mastrac. Ho visto la siccità dall'alto degli alberi. Chi farebbe una cosa del genere?»

Prima che il cane potesse rispondere, una figura umanoide emerse silenziosamente dall'ombra degli alberi. Era Helia, la pelle dura come cuoio e le mani che terminavano con lunghi artigli scintillanti. «Qualcuno che vuole controllare l'acqua per controllare noi,» disse freddamente. «Io sono Helia. Se vogliamo salvare la valle, dobbiamo agire insieme.»

I tre eroi si diressero verso la Montagna della Nebbia. Corazon attivò la sua vista a raggi X. «Dietro questa roccia c'è una valvola gigantesca e... delle guardie robotiche.» Helia, con un movimento fulmineo, affondò i suoi artigli nella roccia e la squarciò come carta bagnata.

All'interno, trovarono una gigantesca diga artificiale. A comandare era il Generale Ruggine, un enorme cyborg ossessionato dal profitto. «L'acqua è mia! Chi la vuole, dovrà pagare in oro!»

Un esercito di droni si lanciò contro gli eroi. Mastrac estrasse la sua Katana del Fulmine e scaricò una scossa elettrica nell'acqua, mandando in corto circuito i sistemi del nemico. Poi sprigionò l'Abbaglio del Sole: un lampo accecante che coprì i sensori ottici del Generale.

«Helia! Colpisci sotto il braccio sinistro! Lì c'è il generatore!» abbaiò Corazon. Helia scattò in avanti e con precisione chirurgica affondò gli artigli nel punto indicato. Crrack! Il metallo cedette e il Generale si spense, crollando a terra.

Senza più controllo, la diga si aprì. L'acqua pura e fresca ricominciò a scorrere, riempiendo nuovamente il Grande Fiume.

«Siamo una bella squadra,» disse Mastrac, rinfoderando la katana. Corazon scodinzolò. Helia accennò un raro sorriso. La Valle Smeralda era salva. Fine.

Racconto III

Superman e il Ponte Centennial

Superman · Clark Kent

Il cielo sopra Metropolis era una lastra di piombo. Le nuvole nere ribollivano, illuminate solo dai lampi di una tempesta elettrica improvvisa e violenta, come la città non ne vedeva da anni.

Al Daily Planet, Clark Kent aggiustò gli occhiali sul naso. Il suo udito era concentrato altrove: sentì lo stridio del metallo che si torce e cede, proveniente dal Ponte Centennial. Un fulmine aveva colpito il pilone centrale. I cavi d'acciaio si stavano spezzando come fili di cotone.

«Scusa Perry,» mormorò Clark, sparendo verso il ripostiglio delle scope. «Ho... ho dimenticato la penna in archivio.»

Un secondo dopo, un boom sonico scosse i vetri del grattacielo. Una scia rossa e blu fendeva l'aria, più veloce di un proiettile, più potente di una locomotiva.

Quando Superman arrivò al ponte, la scena era apocalittica. Nel punto più basso, un autobus scolastico giallo dondolava sul bordo spezzato. «Aiuto!» gridavano i bambini. Il pezzo di strada cedette. L'autobus precipitò nel vuoto. Ma non toccò mai l'acqua.

Con un fruscio di mantello cremisi, Superman scese in picchiata. Afferrò il paraurti con una sola mano. «Tenetevi forte, ragazzi. Vi riporto su.»

Depositò l'autobus in salvo, ma l'intera struttura stava collassando. Superman volò sotto il ponte, posizionò le mani contro il cemento armato. Sentì il peso di centinaia di veicoli. Il ponte continuò a scendere. Nemmeno lui sembrava abbastanza forte.

Superman strinse i denti. Pensò alle persone nelle auto. Ai padri che tornavano a casa, alle madri, agli amici.

Non oggi.

Attinse a ogni riserva di energia che il sole giallo gli aveva donato. I suoi occhi si illuminarono di rosso. «SU!» gridò, e la sua voce sovrastò il tuono. Lentamente, centimetro dopo centimetro, il Ponte Centennial si raddrizzò. Intrecciò i cavi spezzati con le mani nude, sigillò le crepe col calore degli occhi, le raffreddò col soffio artico. In meno di un minuto, il ponte era stabile.

Un bambino corse verso la ringhiera. «Grazie, Superman!»

L'Uomo d'Acciaio sorrise. «State attenti sulla via del ritorno.» Poi schizzò verso l'alto tra le nuvole, pronto a vegliare su chiunque avesse bisogno di speranza. Perché non erano i suoi muscoli a renderlo un eroe. Fine.

Racconto IV

La Danza del Gelato

Paolo il Panda · Cassandra la Volpe Bianca

Nella Valle del Bambù, viveva Paolo, un panda decisamente particolare. La sua filosofia: «Se non puoi raggiungerlo rotolando, allora non ne vale la pena». Paolo era famoso per tre cose: dormiva in posizioni assurde (una volta si addormentò a testa in giù appeso per un piede); era incredibilmente generoso; amava il gelato più di ogni altra cosa al mondo.

Era il «Lunedì del Movimento», il giorno in cui la maestra Gru obbligava tutti gli animali a fare stretching. Paolo si era nascosto dietro un cespuglio di bacche ghiacciate con un barattolo di latte condensato e miele. «Niente flessioni per me, solo colazioni.»

Proprio in quel momento, un bagliore arancione illuminò la neve. Era Cassandra, la supereroina Volpe Bianca. Vide il grosso sedere bianco e nero di Paolo spuntare dal cespuglio. «Ehm... scusi, signor Sasso Peloso?»

Paolo rimase immobile. «Non sono un panda! Sono una roccia vulcanica molto soffice. Vattene, volpe luminosa!» — «Le rocce non parlano. E non profumano di latte e miele.»

Paolo sospirò. Cassandra notò il suo problema: le bacche erano intrappolate in un blocco di ghiaccio durissimo. «Facciamo un patto, Paolo. Io sciolgo il ghiaccio con il mio fuoco gentile. Tu prepari il gelato per tutti e due.» — «Affare fatto!»

Cassandra avvicinò le zampe al blocco. Una luce calda e dorata avvolse le bacche, che si liberarono perfettamente. Paolo le tuffò nel barattolo col latte e il miele. «Ora aspettiamo che diventi gelato.» — «No, Paolo. Il segreto del gelato perfetto è che deve essere agitato. Devi scuotere il barattolo forte, per dieci minuti!»

Paolo sbianì. «Scuotere? Ma è... fatica!» — «Beh, se non lo scuoti, rimane solo latte freddo. Peccato, sembrava buono...»

La golosità vinse. Paolo si alzò in piedi e iniziò a scuotere. Shake! Shake! Shake! «Più in alto!» gridava Cassandra. «Ora fai uno squat mentre scuoti!» Senza accorgersene, Paolo stava saltellando, ballando, piegando le ginocchia come un pazzo.

Dopo dieci minuti, Paolo crollò sulla neve. Aprì il barattolo: il gelato più cremoso e rosa che si fosse mai visto. Ne porse subito una cucchiaiata a Cassandra. «Assaggia tu, Volpe Scintilla. Senza il tuo fuoco, niente bacche.»

«Vedi Paolo? Hai fatto ginnastica senza accorgertene.» — «Questo non era sport, Cassandra! Questa era... la Danza del Gelato! E quella sono disposto a farla ogni giorno.»

E così, il panda pigro e la volpe di fuoco divennero amici inseparabili. E se passate di lì e vedete un panda che balla scuotendo un barattolo, non disturbatelo: sta preparando la merenda più buona della foresta. Fine.

Racconto V

Il Fuoco Gentile

Cassandra Volpe Scintilla · Pippo il Topolino · Il Gufo Saggio

C'era una volta, nella Foresta di Cristallo, Cassandra, una volpe dal pelo bianco come la neve appena caduta. Dai suoi polpastrelli potevano scaturire fiamme magiche arancioni. Si faceva chiamare «Volpe Scintilla».

All'inizio, pensava che essere un eroe significasse fare le cose in grande. «Guardate!» gridava agli altri animali, e WOOSH! lanciava una palla di fuoco contro un vecchio tronco marcio, riducendolo in cenere. «Sono la più forte di tutti!» — mentre gli scoiattoli scappavano spaventati.

Un pomeriggio d'inverno, il vecchio Gufo Saggio la chiamò. «Cassandra, hai un grande dono, ma lo usi come un martello, quando invece dovresti usarlo come una carezza.» — «Ma i supereroi fanno esplosioni! Distruggono i cattivi!» — «La natura non ha cattivi oggi. Ha solo bisogno di aiuto.»

Quella sera, una tempesta di ghiaccio colpì la foresta. Cassandra sentì un pigolio disperato. In un cespuglio intrappolato dal ghiaccio c'era Pippo, un piccolo topolino di campagna. La sua coda era rimasta incollata al terreno ghiacciato e il freddo lo stava facendo addormentare, il che era molto pericoloso.

«Non temere, Pippo! Ti salvo io!» gridò Cassandra. Alzò le zampe pronta alla «Super Palla di Fuoco». Ma si fermò un istante prima di tirare.

Si ricordò delle parole del Gufo. Se avesse lanciato il fuoco con tutta la sua forza, avrebbe liberato Pippo dal ghiaccio, ma lo avrebbe anche bruciato!

Cassandra fece un respiro profondo. Chiuse gli occhi e immaginò non un'esplosione, ma il calore di una tazza di cioccolata calda, o il tepore di una coperta di lana. Quando aprì gli occhi, dalle sue mani non uscirono fiamme alte e ruggenti, ma un bagliore dorato, dolce e costante.

Si avvicinò lentamente a Pippo. Il calore gentile sciolse il ghiaccio goccia dopo goccia, senza spaventare né ferire il topolino. La coda di Pippo fu libera. «Grazie, Volpe Scintilla,» sussurrò Pippo. «Sei stata delicata come una mamma.»

Quella notte, Cassandra capì la lezione più importante per un supereroe: avere tanto potere è facile, ma sapere usarne solo un pizzico per non fare male a nessuno è la cosa più difficile e coraggiosa del mondo.

Da quel giorno divenne la «Custode del Calore», pronta a scaldare chiunque avesse freddo, con la dolcezza di una candela nella notte. Fine.

Racconto VI

La Neve Colorata

Inchiostro · Rubino il Drago · Onda il Delfino
Inchiostro — la volpe nera che ama disegnare

C'era una volta, nella notte più fredda e silenziosa dell'anno, una strana magia nell'aria.

In una valle innevata viveva Inchiostro, una volpe dal pelo nero come il carbone. Amava intingere la punta della sua coda nelle bacche schiacciate per disegnare forme meravigliose sulla neve bianca. Ma quella notte il buio era così fitto che nessuno poteva vedere i suoi disegni.

Sopra le montagne, volava Rubino, un giovane drago rosso. Aveva troppo fuoco dentro: ogni volta che apriva la bocca, spaventava gli uccelli. Voleva solo compagnia, ma era troppo caldo per chiunque.

Nel mare agitato c'era Onda, un delfino che amava saltare. Quella notte saltava cercando di toccare le stelle, ma ricadeva sempre giù, sentendosi solo tra le onde gelide.

Il destino volle che tutti e tre si incontrassero sulla Scogliera del Confine, il punto esatto dove la montagna toccava il mare e la neve baciava la sabbia.

La volpe nera guardò il drago, poi il delfino, e i suoi occhi brillarono. «Forse non dobbiamo cambiare ciò che siamo. Dobbiamo solo... mescolarci.»

«Onda! Salta più in alto che puoi e lancia uno spruzzo d'acqua nebulizzata verso il cielo! Rubino! Quando l'acqua è in aria, soffia un alito dolce e caldo, proprio in mezzo alle gocce!»

Onda prese una rincorsa abissale e saltò. Un arco d'acqua salata si alzò magnifico verso la luna. Nello stesso istante, Rubino soffiò il suo fuoco magico attraverso le gocce gelide. Successe l'impossibile.

Lo shock termico tra il fuoco del drago, l'acqua del delfino e l'aria gelida non creò vapore. Creò diamanti. Milioni di minuscoli cristalli di ghiaccio si formarono all'istante, rossi come il fuoco del drago e blu come il profondo del mare.

Inchiostro, veloce come il vento, usò la sua coda nera per «sventagliare» l'aria, dirigendo quella nuvola di cristalli scintillanti verso il villaggio degli umani che dormivano poco lontano.

La mattina dopo, quando i bambini del villaggio si svegliarono e corsero alla finestra, rimasero a bocca aperta. Il mondo non era più solo bianco. Ogni albero sembrava fatto di pietre preziose. Le strade brillavano come rubini e zaffiri. E quella neve colorata non si scioglieva. Aveva un sapore dolce, come di zucchero filato caldo.

Sulla scogliera, Inchiostro, Rubino e Onda sorrisero, guardando la gioia nella valle. Avevano scoperto che unendo un disegnatore solitario, un drago troppo caldo e un delfino sognatore, potevano colorare l'inverno.

E da quel giorno, si dice che l'Aurora Boreale non sia altro che il ricordo di quella notte in cui una volpe, un drago e un delfino decisero di dipingere il cielo. Fine.

Capitolo V

Mondi Giocabili

Due videogiochi HTML creati durante i laboratori.

🗡️
Daniele e Il Riscatto

Un'avventura eroica in cui Daniele affronta sfide impossibili per raggiungere il suo obiettivo. Giocabile sul sito web del progetto.

🍬
Renato Candy Hunter

Renato è in missione: raccogliere quanti più dolci possibile senza cadere nelle trappole. Un platform colorato e veloce.

Capitolo VI

Cronache del Laboratorio

Tre video realizzati durante gli incontri creativi.

🐼
Cicciopanda Alieno

Cicciopanda in versione intergalattica: un'avventura tra stelle e pianeti sconosciuti.

🐼
Cicciopanda a Scuola

Il simpatico panda alle prese con la vita scolastica, tra lezioni improbabili e amicizie inaspettate.

🦕
Il Dinosauro Arlo e Cars

Arlo il dinosauro e Cars in un incontro epico tra ere geologiche e motori rombanti.

🎬 I video e i videogiochi sono visibili e giocabili sul sito web interattivo del progetto. In questo documento ne sono riportati i titoli e una breve descrizione.
✦ Atlante delle Meraviglie
Un viaggio alla (ri)scoperta del nostro Mondo · 2025–2026
🧡

Con il sostegno di

Il Sorriso di Tommaso ODV

Un grazie di cuore ad Alessandra, Presidente dell'associazione,
per aver creduto in questo progetto e per aver reso possibile ogni incontro,
ogni storia, ogni meraviglia.

Ideato e condotto da

Riccardo Marini
Artista · Docente
Innovatore sociale

In collaborazione con

Sezione ospedaliera
IC Virgilio di Roma
presso OPBG · Roma

Un grazie speciale

Alle famiglie che hanno
condiviso questo viaggio
e a ogni piccolo esploratore.

Tutte le opere sono state create durante i laboratori con l'AI generativa come strumento mediato. I nomi dei bambini non compaiono in nessuna parte di questo documento nel rispetto della loro privacy. Solo i loro eroi, le loro storie, la loro fantasia restano — per sempre.